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Italiani nel mondo: largo ai giovani
Tra meno di un mese l'incontro con i 424 delegati provenienti da tutto il mondo in rappresentanza dei 950 mila giovani italiani all'estero.
Manca meno di un mese alla prima Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo che si terrà a Roma, presso la Camera dei deputati e al palazzo della Fao, dal 10 al 12 dicembre prossimi. Un evento di grande importanza per le istituzioni e i rappresentanti delle comunità italiane all'estero che si incontreranno con una delegazione di giovani italiani di età compresa tra i 18 e i 35 anni provenienti da tutto il mondo all'interno della conferenza che sarà presieduta oltre che dal ministro Franco Frattini, dal sottosegretario agli Affari Esteri con delega per gli italiani nel mondo Alfredo Mantica, secondo quanto stabilito dal decreto del Ministero degli Affari Esteri uscito lo scorso luglio.
Il decreto stabilisce che i delegati saranno giovani cittadini italiani o di origine italiana. Ad ogni Paese è stato attribuito un numero di delegati in proporzione alla consistenza delle collettività, secondo i dati risultanti dall'anagrafe consolare. Le designazioni dei delegati per ciascun Paese sono state effettuate dai Comites operanti nel Paese stesso, d'intesa con i consiglieri del Cgie e con il coordinamento della rappresentanza diplomatica competente, tenendo conto del lavoro preparatorio svolto dal Consiglio Generale degli italiani all'estero. "Il decreto - ha affermato il segretario generale del Cgie Elio Carozza - riconosce in tal modo il lavoro preparatorio svolto dai COMITES e dal CGIE in questi ultimi due anni, concretizzato dalla presenza dei giovani alle Assemblee Plenarie e Continentali del CGIE ed agli Incontri /Paesi ai quali hanno partecipato centinaia di giovani. Tutto questo lavoro ha visto come attori principali i giovani ed ha prodotto una voluminosa e dettagliata documentazione, per circoscrizione consolare, per Paese eper Continente, che ha fatto emergere considerazioni e riflessioni, dando indicazioni sulle tematiche di interesse delle giovani generazioni di italiani che vivono nel mondo".
Un appuntamento atteso dal sottosegretario Mantica che vede questa conferenza come un'opportunità per conoscere meglio la realtà dei giovani italiani nel mondo. "I giovani - ha spiegato - potranno dialogare direttamente con i loro coetanei di ogni parte del mondo, ma allo stesso tempo il governo potrà apprendere e confrontarsi su cosa significa essere oggi un giovane di origine italiana all'estero oggi". Ai giovani presenti alla conferenza "porrò una sola domanda: ‘Voi che avete 18 anni e siete di quarta generazione che italiani siete? Cos'è l'identità nazionale, cos'è l'appartenenza al sistema Italia? Siete avvocati, professionisti, argentini, brasiliani, francesi e tedeschi: cosa volete dal governo e cosa, soprattutto, volete voi?"
Si tratta quindi di un traguardo importante per tutti coloro che hanno preso parte, in un modo o nell'altro, al lungo percorso iniziato due anni fa con il primo incontro a Johannesburg realizzato dal Cgie, per proseguire nel dibattito svoltosi a Roma nel dicembre 2006 alla presenza dell'ex viceministro Franco Danieli e, poi, ancora a Roma nel 2007. "Mi auguro che questa conferenza - ha affermato Maurizio Chiocchetti, responsabile Pd per l'estero - permetta di far sentire la voce dei giovani anche qui nel nostro paese. E' un evento ben voluto, proposto tempo fa dal Cgie e nonostante il Governo Berlusconi ne abbia ridotto l'ampiezza, ha comunque deciso di mantenere l'appuntamento. E' una cosa apprezzabile da parte di questo Governo".
Un percorso preparatorio che risale quindi a due anni fa, un percorso necessario per affrontare in modo corretto questa prima grande conferenza che vede come protagonisti delle persone la cui realtà e identità è per la maggior parte delle istituzioni ancora sconosciuta e sfuggevole. Mentre la vecchia emigrazione sembra non avere più segreti per nessuno, queste 950 mila anime che formano le seconde e terze generazioni e i nuovi emigranti hanno ancora degli aspetti e delle sfumature tutte da scoprire. Cosa pensano e cosa sanno dell'Italia? Ma soprattutto, cosa si aspettano da essa e dalle istituzioni? "Certamente per i giovani oggi è molto più facile mantenere il contatto con le loro radici grazie ai nuovi mezzi di comunicazione di massa come Internet che permette loro di informarsi in tempo reale su ciò che accade qui in Italia", ha affermato Chiocchetti. "Mi auguro - ha proseguito Chiocchetti - che questo evento sia anche un momento per venire a conoscenza delle storie della nuova migrazione nel mondo. Sarebbe un contributo anche culturale importante".
Dello stesso avviso il deputato Pdl e presidente del Comitato sugli italiani all'estero alla Camera Marco Zacchera la cui speranza è "che i giovani con questa conferenza possano esprimere le loro idee, le loro opinioni e il loro punta di vista, perché la maggior parte delle volte si sentono solo i pareri dei nonni e dei padri. un'occasione importante per sentire le loro proposte e migliorare la situazione. comunque non mi faccio troppe illusioni perchè temo ch vengano solo i nipoti dei dirigenti del Comites.
"Quest'anno per l'organizzazione abbiamo puntato sulla parità del numero dei rappresentanti per tutti i paesi che parteciperanno.
Penso che questo evento sia un passo fondamentale per i giovani italiani che vivono all'estero. Sicuramente è un modo originale per far sentire la loro voglia di stabilire un legame con il loro paese, senza pensare a questioni politiche o altro", ha concluso Chiocchetti. Ora non resta che ascoltare la loro voce.
Silvia Gernini | News ITALIA PRESS
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